La somma dei tagli operati dai governi Berlusconi-Tremonti prima e Monti dopo, impatta in Toscana per circa 400 milioni l’anno.
Solo per il trasporto pubblico il taglio di Monti è di 170 milioni.
Per il 2013 si profila un vero e proprio tsunami, della cui portata la società e anche in parte le istituzioni non si sono rese ancora ben conto.
Questi tagli sono insostenibili, ma proprio per questo non dobbiamo stare con le mani in mano.
Oggi in giunta abbiamo messo a punto la “nostra” manovra su sanità e trasporto pubblico locale, con il preciso obiettivo di mantenere l’offerta di servizi e chiedere un contributo ai toscani, ma solo a coloro che hanno un reddito superiore a 36mila euro.
La prima mossa per resistere allo tsunami è il riordino e la riorganizzazione del sistema sanitario. Questo processo ci restituirà un sistema meno costoso e allo stesso tempo migliore. Contiamo di abbattere i costi del 5%, 250 milioni in termini assoluti, implementando la qualità. Una operazione da far tremare i polsi.
Secondo punto la compartecipazione.
Nel ritoccare i ticket ci siamo ispirati a un principio di equità chiedendo di più a chi ha di più. Un provvedimento che riguarderà solo i toscani con un reddito superiore a 36mila euro. Per chi sta sotto – l’81,7% dei toscani – non ci sarà nessun aumento. Il che vuol dire che gli utenti del servizio a cui chiederemo di più sono circa 600.000 toscani. Complessivamente l’operazione ticket porterà nelle casse regionali 53 milioni. Ma a regime contiamo di arrivare a 80 milioni su base annua, introducendo l’Isee (da gennaio 2013) come unica forma di testimonianza del reddito e proseguendo nella lotta all’evasione.
Trasporto pubblico locale. Nel 2010 lo stato trasferiva alla Toscana 490 milioni l’anno, oggi 320. Risultato: tagliati 170 milioni. Con la manovra contiamo di portare a un terzo del costo totale il contributo degli utenti, attraverso l’aumento – da ottobre – dei biglietti del 10% e degli abbonamenti del 20% ma per quest’ultimi solo per chi ha un reddito ISEE superire a 36.000 euro. Anche qui la scelta è quella di tutelare le fasce più deboli.
Con questa manovra contiamo di recuperare 5 milioni, a cui si aggiungeranno i 10 milioni dal trasposto su gomma a partire da giugno 2013, quando avremo chiuso la gara per la gestione unica a livello regionale.
La nostra è una manovra diversa da quella del governo Monti.
Non facciamo tagli lineari e chiediamo un contributo differenziato e solo a chi ha un reddito superiore a 36mila euro.
In Toscana applichiamo l’articolo 53 della Costituzione: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.
Non vogliamo trovarci a fine crisi con uno stato sociale meno forte e inclusivo, sarebbe una perdita secca per la Toscana e la sua coesione sociale. Se l’arte del governo è quella di prevedere e provvedere noi vogliamo intervenire in tempo, facendo una scelta strategica per uscire da questo momento difficile con uno stato sociale in piedi, riformato e ristrutturato.









