Il Libor (in Europa Euribor), il tasso di riferimento per i mercati finanziari, è stato manipolato dai grandi gruppi bancari. Questa maxitruffa ha reso dai 300 ai 500 miliardi di dollari ai colossi del credito. Una massa enorme di denaro sottratta all’economia reale.
Tant’è che persino un liberista come Luigi Zingales si pone qualche problema sia sull’etica che sulla necessità di regolazione dei mercati finanziari. E si chiede: “come possiamo tagliare le pensioni e persino licenziare persone se c’è anche l’ombra del dubbio che lo spread possa essere manipolato?”.
E’ la stessa domanda che ci facciamo anche noi.
La politica e i governi devono riprendere il potere di regolazione nei confronti delle oligarchie finanziarie che distruggono il lavoro, le imprese e lo stato sociale.
Non è possibile che in un solo giorno e in soli 7 minuti le borse europee brucino 88 miliardi di euro e 14 solo a Piazza Affari, a causa dell’aumento dello spread. Potremo fare tutte le manovre del mondo, ma se le cose continueranno così non saranno mai sufficienti. Non si risanerà un bel niente e i sacrifici fatti saranno inutili.
Il Libor ci riguarda, eccome. Basti pensare che muoverlo anche di un solo 0,01% è sufficiente per ottenere guadagni per 35 miliardi di dollari. Pensate un po’ se un giorno scoprissimo che il riferimento per lo spread, che ci detta i compiti per casa, viene manipolato.
Consiglio intanto di segnarci bene i nomi dei 15 colossi di Wall Street contro cui si indirizzano le class action dei piccoli istituti finanziari che si ritengono danneggiati dalla manipolazione dei tassi interbancari. Si tratta di nomi che non vi suoneranno sconosciuti: Bank Amrica, JP Morgan, Citigroup, Ubs, Credit Suisse, Rbs, Lloyds, Barclays, Hsbc, Bank of Tokyo, Deutsche Bank, Rabobank, Royal Bank of Canada.
I colossi della finanza mondiale anziché pensare ad aiutare le imprese e le famiglie pensano a come realizzare illeciti guadagni. Tutto grazie all’assenza di regole e controlli.
E qualcuno vorrebbe dirci che non c’è più differenza tra destra e sinistra.







