Le coppie di fatto, etero e omosessuali, devono avere gli stessi diritti di quelle sposate. Serve una legge: la strada è in salita, ma è vietato arrendersi

Stampa Stampa

Mi viene chiesta una posizione più chiara sulle coppie di fatto. Credo che le coppie di fatto, omosessuali ed eterosessuali, debbano avere gli stessi diritti delle coppie sposate.

Una legge dello Stato a mio parere deve istituire le unioni civili ed estendere a tutte le coppie a prescindere dal genere gli stessi diritti offerti dall’istituto matrimoniale, quali la possibilità di assistere il partner in ospedale, partecipare alle decisioni sulla salute, usufruire delle agevolazioni fiscali previste, dei diritti relativi al regime patrimoniale e all’eredità e dei diritti sociali in genere.

Toscana Pride, 7 luglio 2012 - Viareggio

 

Ma, aggiungo, affermare per le unioni civili anche gli stessi doveri previsti per il matrimonio, come la reciproca assistenza, la convivenza, la responsabilità per l’andamento economico della coppia.

In realtà l’obiettivo del matrimonio per gli omosessuali, al momento, a me pare difficile da realizzarsi in un Paese arretrato rispetto al resto dell’Europa e dove conta molto l’opinione della Chiesa cattolica restia a riconoscere i diritti civili.

D’altra parte il matrimonio gay da solo non risolverebbe il problema dei diritti per le coppie etero ed omosessuali che scelgono di non sposarsi pur vivendo insieme. Ma che per questo non devono avere meno diritti di chi decide di sposarsi.

In Europa l’arretratezza del nostro Paese è davvero scandalosa, si possono fare matrimoni omosessuali nei Paesi scandinavi, Spagna, Portogallo e ci sono le unioni civili in tutta l’Europa centrale (Francia, Germania, ecc). L’Italia si colloca insieme alla Bulgaria, Romania, Macedonia, Grecia, Russia, Serbia, Turchia e Città del Vaticano.

Istituire le unioni civili significherebbe corrispondere alla raccomandazione europea del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani nell’Unione. E questo sarebbe per l’Italia un enorme passo avanti.

Più di recente il Parlamento europeo, oltre a chiedere il riconoscimento delle coppie di fatto, etero ed omosessuali, ha chiesto anche il riconoscimento del diritto di matrimonio e l’adozione dei minori.

Nel nostro Paese l’attuazione di questi principi europei è tutta in salita ma non per questo bisogna arrendersi. Perciò è importante che ci siano movimenti impegnati per il loro raggiungimento, né può essere ritenuto sbagliato discuterne nelle sedi politiche. Purché tutto questo avvenga nel pieno rispetto delle posizioni di tutti, senza strumentalizzazioni e senza ricerca di visibilità e consensi facili.

Commenta su Facebook

Instagram