Sempre più suicidi per colpa della crisi, il tragico segnale che il paese ha bisogno di sviluppo, lavoro e giustizia

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Giuseppe 58 anni, artigiano, strozzato dalla crisi. Aveva perso un contenzioso con il fisco e da due mesi non trovava lavoro. Mercoledì si è dato fuoco davanti a una sede dell’agenzia delle Entrate a Bologna e ha chiesto perdono. Ieri anche a Verona un operaio, che da mesi non percepiva lo stipendio, ha compiuto lo stesso drammatico gesto. Anche a Firenze lo scorso febbraio un imprenditore si è tolto la vita. Dal 2009 ad oggi i suicidi in Italia sono aumentati del 40%, sono decine quelli di imprenditori, artigiani e lavoratori, segnali estremi di una disperazione profonda, indotta dalla crisi e dalla mancanza di lavoro e denaro. È urgente aprire gli occhi sulla situazione che si vive ormai in tutto il paese: quando si muore SUL lavoro e PER il lavoro, vuol dire che il Paese è malato, che c’è qualcosa di serio che non va. L’Italia ha urgente bisogno di sviluppo e di giustizia, di investimenti e di credito alle imprese,  ma anche di solidarietà umana e di assistenza per chi ha bisogno.

I numeri sul lavoro dal 2008 al 2011

 

 

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